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RICHIESTA-PROPOSTA DI COOPERAZIONE

Come rispondere alla necessità universalmente proclamata di sviluppare lo spirito comunitario a livello globale. Con la diffusa creazione di autentiche Comunità che potrebbero avere vita con l’istituzione per ognuna di esse di un Centro Civico-Culturale: centro di Educazione Civica permanente e Organi d’Intermediazione fra i Cittadini e i loro Amministratori.

Recentemente nella Provincia di Reggio Emilia, dopo lunga e travagliata gestazione, hanno preso vita ufficiale per potere farsi conoscere due autentiche “Comunità”: la “Comunità dei Centri Civico-Culturali dell’Appenino Reggiano” e la “Comunità dei Centri Civico-Culturali della Provincia di Reggio Emilia”. Esperimenti del genere calati dall’alto quali la Comunità Montana e l’Unione dei Comuni non hanno funzionato se non parzialmente, o quasi per niente. Quanto poi alla Provincia di Reggio Emilia essa appare nettamente divisa fra Area Nord, eminentemente agricola e industriale, e Area Sud, a vocazione soprattutto ecologica e turistica incapace peraltro di vedere e sfruttare opportunamente la felice complementarità delle due zone. Ciò è dovuto evidentemente al prevalere di individualismi e particolarismi di varia natura, e alla generale scarsità di un vero spirito comunitario. Noi peraltro siamo convinti invece che per l’Uomo, animale sociale per antonomasia, sia naturale, e addirittura necessario per l’ulteriore sviluppo della Civiltà, vivere la vita “comunitaria”, a un livello sempre più ampio, per arrivare forse ad instaurare terminalmente un welfare ottimale a livello globale: sarebbe politicamente il trionfo della democrazia; la cui alternativa sarebbe solo una mostruosa dittatura. Ma come mai appare così difficile nel mondo l’affermazione della democrazia di fronte al facile riemergere dei tentativi assolutistici?

Noi abbiamo individuato la causa principale nella scarsità e spesso assoluta mancanza di dialogo fra i cittadini e dei cittadini con i loro amministratori. Questo strumento, che era stato fondamentale nella <<Polis>> di Platone per lo sviluppo della democrazia risulta di difficile e a volte impossibile applicazione per le macrostrutture degli Stati Moderni.

Noi però riteniamo che da esso non si possa prescindere, per promuovere la partecipazione di tutti i Cittadini al governo dello Stato. Siamo convinti che l’utilizzo costante del dialogo resti il modo migliore per sviluppare in tutti i cittadini, giovani, adulti e anziani, sviluppare coscienza civica e maturazione culturale, per promuovere insomma l’educazione civica, la materia così colpevolmente trascurata anche nei programmi scolastici. Bisogna favorire la creazione, o l’ulteriore sviluppo, di opportuni <<Organi di Base>> che si potrebbero anche definire <<Centri d’Interesse>>, in seno ai quali possano emergere i problemi, gli interessi, le aspirazioni comuni, da segnalare tramite un loro rappresentante (o portavoce) al Consiglio del <<Centro Civico-Culturale>> (uno ogni Comunità, piccola o grande che sia, a cominciare almeno dai Comuni), affinché dopo opportuna discussione e valutazione e selezione, fissate dal Consiglio stesso le priorità, le istanze dei Cittadini vengano proposte, tramite un apposito Comitato (i Tribuni della Cittadinanza), all’attenzione degli Amministratori, affinché le portino se possibile, ad attuazione. E’ evidente la funzione preziosa dei <<Centri Civico-Culturali>>, soprattutto come <<Sede di Educazione Civica permanente>> e quali autorevoli <<Organi Intermediari fra il Popolo Sovrano e i suoi Amministratori>>!

Per ulteriori informazioni rimandiamo agli articoli pubblicati sulla pagina facebook di <<Welfare Italy>> e al sito internet della Comunità dei Centri Civico-Culturali per il welfare globale www.ccccw.eu .

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RICHIESTA-PROPOSTA DI COOPERAZIONE

Recentemente sono nate, d’improvviso in Provincia di Reggio Emilia la ”Comunità dei Centri Civico-Culturali dell’Appennino Reggiano” e la ”Comunità dei Centri Civico-Culturali della Provincia di Reggio Emilia”: si tratta di un parto prematuro?

Qualcuno potrebbe anzi obiettare che già è esistita a suo tempo in Appennino la Comunità Montana e attualmente l’Unione dei Comuni, e che la Provincia di Reggio Emilia è di per sé una Comunità di Comuni. Al che noi rispondiamo che, se la Comunità Montana ha funzionato male, l’Unione dei Comuni non ha funzionato affatto, è stata quindi inesistente; quanto alla Provincia di Reggio è stata ad un tempo madre (per alcuni) e matrigna (per altri), come è apparso del tutto evidente dagli esiti delle recenti consultazioni elettorali.

Si potrà poi anche chiedere cosa c’entrano i <<Centri Civico-Culturali>>: non ci sono già i Comuni? Noi siamo convinti che i Comuni, come ogni altro tipo di Comunità politica, esistano solo in quanto siano tenuti in vita dai <<Cittadini>> consapevoli di farne parte; e questo vale per Comuni, Province, Regioni, Stati, Unioni di Stati, fino (come Noi auspichiamo) ad una Comunità a livello globale (come intende, per denominazione, la stessa Chiesa Cattolica, e già S.Agostino nel <<De Civitate Dei>>).

Perché questo si verifichi occorre però che i Cittadini possano costantemente comunicare fra loro e poi con i loro Amministratori, per decidere via via quale sia il bene comune e scegliere il modo migliore per realizzarlo. Ma se questo era abbastanza facile nella Polis di Platone per mezzo del <<Dialogo>>, questo prezioso strumento sembra diventato impossibile per le macrostrutture di gran parte degli Stati moderni, tanto da essere diventato attualmente molto scarso o spesso del tutto assente. Noi comunque abbiamo trovato il modo di ridargli vita, tramite l’attività dei <<Centri Civico-Culturali>> (necessario almeno uno ogni Comunità), i quali raccogliendo da appositi <<Organi di base>> (o <<Centri di interesse>>) le richieste dei Cittadini le propongano, dopo opportuna discussione e valutazione e selezione, ai loro Amministratori perché le portino ad attuazione. Fondamentale dunque, evidentemente, la funzione dei Centri Civico-Culturali come sede permanente di Educazione Civica (la Materia per cui è stato indetto, invano, un referendum propositivo!), e come imprescindibili intermediari fra i Cittadini e gli Amministratori da loro eletti. Ma, ad integrazione, sia pure parziale, di quanto detto sopra, si veda su internet quanto è stato scritto nei siti web <<Welfare Italy>> (per l’attività passata) e www.ccccw.eu (per quella più recente).

Alla creazione improvvisa di queste due Comunità di livello medio-alto ci ha costretto la necessità di collaborare (come richiesto a gran voce e come è del resto naturale) ad arginare la gravissima crisi verificatasi attualmente a livello globale; ma ci hanno anche indotto le dichiarazioni di disponibilità di alcuni nostri Sindaci (implicite per esempio nelle parole con cui Bini si è presentato al suo secondo mandato: <<Noi per l’Appennino>> e nella frase contemporanea, di Manari, riportata a grandi lettere sul Carlino <<Stabilitevi qui. Vi aiuteremo>> e c’ha anche sostenuto il trovarci d’accordo su certe considerazioni fatte allora dal Senatore Giovanelli sul Carlino, e soprattutto sull’idea che poteva essere quello il momento opportuno (e Noi oggi diciamo indifferibile) per cominciare a fare rivivere l’Appennino (e non solo!). Ma determinante è stata la consapevolezza di dover intervenire ad esercitare un preciso diritto dovere come Cittadini non privi fra l’altro della necessaria competenza, avendo vissuto quasi tutti la maggior parte della propria vita in Appennino o comunque nella Provincia di Reggio Emilia conoscendone quindi molto bene i problemi, e avendo diverse soluzioni valide e urgenti da proporre (o in parte da riproporre). Manca solo una risposta, se possibile immediata, da parte degli Amministratori che fossero davvero interessati a collaborare.

20 Maggio 2020

Il Comitato Promotore CCCCW

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RICHIESTA-PROPOSTA DI COOPERAZIONE

Urgente la creazione della ”Comunità dei Centri Civico-Culturali della Provincia di Reggio Emilia” e la ”Comunità dei Centri Civico-Culturali dell’Appennino Reggiano”.

L’uomo animale sociale per antonomasia in virtù di quelle facoltà che lo contraddistinguono ha saputo sviluppare forme di aggregazione sempre più ampie e sempre meglio strutturate fino ad aspirare a creare una comunità a livello globale (come del resto la Chiesa cattolica in quanto tale). Sembra dunque naturale per l’uomo organizzarsi in comunità di sempre più alto livello. D’accordo anche Vittorino Andreoli quando dice che << bisogna spostare l’attenzione dall’uomo piccolo all’Uomo maiuscolo, cioè alla Comunità>> e poco oltre: << il singolo non è ancora umano e lo può diventare soltanto unendosi e relazionandosi con gli altri>>. Ma allora perché possa esistere una Comunità appare fondamentale il problema della <<Comunicazione>> fra i suoi componenti. A questo scopo l’Uomo e lui solo ha creato uno strumento meraviglioso <<il Dialogo>> : << confronto basato sulla disponibilità al chiarimento e all’intesa>> (Zingarelli). Ma purtroppo questo strumento così prezioso, così valido per la polis di Platone, oggi non è più di moda non è più tenuto in alcun conto. Come non ricordare le parole di Napolitano a Papa Francesco: <<quanto siamo lontani in questo Paese da quella cultura dell’Incontro che ella ama evocare, da quella sua invocazione: dialogo, dialogo, dialogo>>. Le conseguenze deleterie di questo progressivo sgretolarsi del tessuto sociale sono gravissime sotto diversi punti di vista. Ma alcuni di noi Cittadini, dopo una prima normale arrabbiatura, avendo preferito la <<Politica>> alla <<polemica>>, abbiamo cercato di capire la causa di questa difficoltà e spesso totale assenza di dialogo fra i cittadini e dei cittadini con i loro Amministratori; e l’abbiamo individuata nella complessità delle strutture macroscopiche di quasi tutti gli Stati moderni: impossibile per i Cittadini accordarsi su proposte comuni e per gli Amministratori ascoltare e quindi poter soddisfare le diverse richieste di migliaia o di milioni di Cittadini. Noi comunque, in capo a qualche anno abbiamo dato vita, prima in Appennino e poi qua e là nella Provincia di Reggio Emilia, ad alcuni Centri Civico-Culturali, la cui attività è solo parzialmente riuscita, perché spesso ostacolata da Chi invece avrebbe dovuto sostenerla. Questo però non ci ha impedito di unificare i nostri sforzi, con la creazione della <<Comunità dei Centri Civico-Culturali per il welfare globale>>. Ma quella che più conta, abbiamo trovato un modo, semplice ma efficace, per rendere possibile e anche facile in ogni Comunità il dialogo tra i cittadini che la compongono e i loro Amministratori, senza di che la Democrazia sarebbe facilmente condannata a degenerare in un regime dittatoriale.

Occorre partire, sempre, promuovendo la creazione spontanea di <<Organi di Base>>, dove emergano gli interessi <<comuni>> dei Cittadini, che dopo una preliminare selezione vengano segnalati, tramite alcuni loro rappresentanti qualificati, a un <<Centro Civico-Culturale>>, Organo fondamentale di ogni Comunità. Lì, dopo opportuna discussione e valutazione fondata possibilmente su competenza, apertura, obiettività e spirito costruttivo, una volta individuate le priorità (in base all’importanza, alla necessità e all’urgenza), esse verranno proposte da un apposito Comitato (che potremmo chiamare <<Tribuni della Cittadinanza>>) agli Amministratori, affinché possano adempiere così, in virtu’ di una comune collaborazione, alle richieste del <<Popolo Sovrano>>.

Evidente la straordinaria importanza dei Centri Civico-Culturali cosi concepiti: come sede di educazione civica permanente e Organi intermediari fra la Cittadinanza e i suoi Amministratori.

Per ulteriori informazioni, anche se molti parziali, sul lavoro svolto in capo a diversi anni, si veda su internet il sito Welfare Italy e in particolare, per aggiunte e chiarimenti, per quanto riguarda l’attività più recente, il sito www.ccccw.eu. Noi oggi, intanto, incalzati dalla crisi letale che ha investito d’improvviso le nostre regioni, come il resto del mondo, per rispondere all’appello universale alla solidarietà, alla collaborazione, al senso di Comunità, ci vediamo costretti ad intervenire in modo anomalo, partendo, anziché dalla base, da un livello medio alto, creando quindi da subito la <<Comunità dei Centri Civico-Culturali della Provincia di Reggio Emilia>> e la <<Comunità dei Centri Civico-Culturali dell’Appennino Reggiano>>, regioni di cui conosciamo bene, da tempo, i gravi problemi e per le quali già abbiamo soluzioni interessanti da proporre, anzi da riproporre.

25 Aprile 2020

Il Comitato Promotore CCCCW

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Necessità assoluta della creazione immediata di una ”Comunità dei Centri Civico-Culturali della Provincia di Reggio Emilia” e di una ”Comunità dei Centri Civico-Culturali dell’Appennino Reggiano”.

Il Comitato che si è assunto l’impegno di dar vita alla <<Comunità dei Centri Civico-Culturali>> per il welfare globale (vedi relativi articoli su internet) si vede costretto, dalla gravissima crisi che d’improvviso ha investito attualmente il mondo intero, ad avviare la propria attività in modo anomalo, rispetto a quello normalmente previsto (vedi in proposito la funzione e il funzionamento dei Centri Civico-Culturali e non solo nei recenti articoli su internet). Si ritiene infatti di dover partire dalla creazione immediata della <<Comunità dei Centri Civico-Culturali della Provincia di Reggio Emilia>> e della <<Comunità dei Centri Civico-Culturali dell’Appennino Reggiano>> .

16 Aprile, 2020

Il Comitato Promotore CCCCW

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Idee aggiuntive su necessità, natura, finalità, struttura e funzionamento degli “Organi di Base”, dei “Centri Civico-Culturali” e dei “Movimenti di Ricostruzione Democratica”(fondamentale strumento comune “l’Incontro e il Dialogo”).

Gli <<Organi di Base>>, che sembrerebbe anche appropriato chiamare <<Centri d’interesse>>, potranno essere naturalmente molto eterogenei: diversi fra loro a seconda delle diverse esigenze, o possibilità, o opportunità, nei diversi tempi e luoghi, nelle diverse realtà. Eccone alcuni possibili esempi: Consigli di frazione – Consigli di quartiere – Consigli di classe o interclasse – Consigli di istituto – Gruppi culturali o correnti politiche o d’altro genere – Principali confessioni religiose – Organizzazioni sindacali, politiche, economiche – Organizzazioni umanitarie -Associazioni varie d’un certo rilievo ….. . Ognuno di questi organismi potrà produrre un suo <<Portavoce>> a rappresentarlo presso il <<Centro Civico-Culturale>>, che dovrà essere costituito da Persone aperte, capaci, imparziali, disponibili (tutta l’attività sarà possibilmente gratuita o low cost): esso però non dovrà essere troppo numeroso, per poter operare in modo ordinato e proficuo, dovendo procedere già in via preliminare ad un’opera di valutazione, di discriminazione e di selezione dei problemi da dibattere e da proporre poi, privilegiando quelli ritenuti di primaria importanza, all’attenzione degli Amministratori, per coadiuvarli nell’adempimento del loro compito, diversamente molto, troppo impegnativo, come risulta spesso evidente, ad ogni livello, ad ogni consultazione elettorale. I <<Centri Civico-Culturali>> hanno dunque la fondamentale funzione di elevare il livello politico della <<Base>> (cioè del <<Popolo Sovrano>>), rendendone fra l’altro possibile il <<Dialogo>> con gli Amministratori ( i servitori dello Stato, cioè del Popolo Sovrano). Così questi <<Centri viventi della vita democratica>>, se attuati (come si dovrebbe) finanche ai più alti livelli, potrebbero abbastanza facilmente arrivare a costituire su tutto il Pianeta dei <<Movimenti di Ricostruzione Democratica>> in grado di superare ogni particolarismo e di contrastare qualsiasi aspirazione assolutistica. A conclusione di alcune idee per noi fondamentali espresse in queste poche pagine, nella speranza di trovare la più ampia condivisione, vogliamo citare due autorevoli affermazioni di V. Andreoli (tratte dal libro sopracitato), con cui concordiamo totalmente: <<..bisogna spostare l’attenzione dall’uomo piccolo all’Uomo Maiuscolo, cioè alla Comunità>>; e poco oltre: <<Il singolo non è ancora umano e lo può diventare soltanto unendosi e relazionandosi con gli altri>>.

01 Aprile 2020

Il Comitato Promotore dei CCCCW

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Proposte (forse utopiche) per dar vita ad una Comunità Ideale a livello Globale, mediante la creazione diffusa di Centri Civico-Culturali e la costituzione di Movimenti di Ricostruzione Democratica su tutto il Pianeta.

Per poter coltivare la speranza (illusione?) di conseguire una simile meta è necessario, imprescindibile partire dalla costituzione, diffusa a livello capillare, di <<Organi di Base>>, atti a raccogliere ed esprimere le idee, le esigenze, le aspirazioni, le istanze dei Cittadini per segnalarle a dei <<Centri Civico-Culturali>> (o, se è il caso, ad eventuali <<Poli dei Centri Civico-Culturali>>): Organi Intermediari fra la Cittadinanza e le Amministrazioni di qualunque livello, indispensabili per il buon funzionamento di una moderna democrazia; sede di <<Educazione Civica Permanente>>, aventi cioè la fondamentale funzione di recepire, discutere, valutare e infine selezionare le proposte-richieste della Cittadinanza, fissando le Priorità (in base alla necessità, all’importanza, all’urgenza), che un <<Comitato Permanente>> (che potremmo chiamare i <<Tribuni della …Cittadinanza>>) farà presenti all’Amministrazione; prestandosi ovviamente a discuterle e a  segnalare costantemente i risultati di tale attività via Internet, e anche su particolari <<Carte Ideografiche>>, perennemente aggiornate (dato il continuo mutare dei problemi col continuo mutare della realtà). Così, con il progressivo ricupero del Dialogo fra i Cittadini e dei Cittadini con gli Amministratori (strumento tanto prezioso, anche secondo Papa Francesco, quanto purtroppo spesso quasi inesistente), potrebbe forse risvegliarsi nei cosidetti Cittadini la coscienza civica, e l’interesse per la politica, e lo spirito di collaborazione e il desiderio di cooperazione alla realizzazione del bene comune, terminalmente anche a dimensione globale, attraverso il recupero di quei Valori che l’<<Homo sapiens sapiens>> aveva sviluppato  in capo a qualche millennio e che l’<< Homo stupidus stupidus>> è andato rapidamente perdendo e sta forse irrimediabilmente  distruggendo (come teme lo stesso V.Andreoli: <<Homo stupidus stupidus: l’agonia di una civiltà>>). Ma è stato detto, molto autorevolmente, <<Beati gli uomini di buona volontà>>. E non dovrebbe essere così difficile per la Comunità degli Umani (per i quali è naturale l’aspirazione alla felicità), se animati da buona volontà, promuovere la creazione generalizzata di <<Movimenti di Ricostruzione Democratica>> (<<Movimenti Comunitari Equi-solidaristici, volti al perseguimento dei Valori fondativi del Welfare Globale>>); che potrebbero portare, terminalmente ad instaurare un’armoniosa convivenza fra tutti gli Umani: una specie di Paradiso terrestre!

04 Marzo 2020                          

Il Comitato promotore CCCCW

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Un’idea per poter realizzare a livello locale, ma anche globale, la vera Democrazia.

Per Aristotele l’uomo è <<l’animale sociale per antonomasia>>. Come mai nonostante le nostre superiori (?) facoltà intellettuali siamo ridotti a invidiare le api e le formiche? Eppure Platone, sempre in quel felice momento dello sviluppo della nostra civiltà, ci aveva fornito l’idea di una possibile armoniosa convivenza concordata dai Cittadini per mezzo del <<dialogo>>; l’idea della <<vera Democrazia>> e anche dell’indispensabile strumento per farla funzionare. Come mai le moderne democrazie sembrano funzionare sempre meno e sempre peggio, causando così in tutto il mondo una pericolosa deriva verso forme più o meno gravi di particolarismi e di tentativi assolutistici? La causa principale è la scarsità o spesso la quasi totale mancanza del <<Dialogo>>, lo strumento perfetto per la polis di Platone, che nelle strutture macroscopiche degli Stati e delle Comunità attuali è diventato praticamente impossibile (sia fra i Cittadini, solitamente troppo numerosi, che della Comunità dei Cittadini con i loro Amministratori). Per questo Noi, spinti anche dal precipitare di una crisi di cui è difficile intravedere la conclusione, abbiamo deciso di avanzare pubblicamente alcune proposte, già concordate da tempo in precedenza, per contribuire a porvi rimedio, cercando di ricostruire la vera democrazia su tutto il Pianeta.

30 Marzo 2020

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Benvenuto sul sito web del Comitato Promotore della Comunità dei Centri Civico-Culturali per il welfare globale

Dopo l’annuncio della nascita nella Provincia di Reggio Emilia della <<Comunità dei Centri Civico-Culturali per il welfare globale>>, pubblicato insieme al relativo Manifesto in data 13 Aprile 2019, nei primi Centri costituenti si è proceduto ad un impegnativo lavoro di riflessione sui modi migliori possibili per dare attuazione alle idee ivi espresse. Ora la grave crisi globale, non solo sanitaria, ma desinata ad essere anche economica e sociale e più in generale politica, ci costringe ad intervenire in modo un po’ affrettato ad esprimere le idee maturate finora, che ci sembrano però abbastanza valide per contribuire ad affrontarla e forse a superarla. Comunque, perché risulti fra queste pagine una coerenza che pure non manca, torneremo a pubblicare ora qui le idee espresse circa un anno fa, a cui seguiranno a breve alcune proposte attuative, concrete benché molto sintetiche, seguite presto da altre più dettagliate.

29 Marzo 2020

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Il Manifesto della costituenda “Comunità dei Centri Civico-Culturali per il welfare globale”.

Noi riteniamo che, per arrivare a conseguire forse un giorno un grado soddisfacente di convivenza fra gli uomini a livello globale, sia necessaria la costituzione diffusa di <<Movimenti di Ricostruzione Democratica (Movimenti comunitari, equi-solidaristici, impegnati a perseguire i valori fondativi del welfare globale)>>. A questo scopo pensiamo che si debba innanzitutto promuovere <<la Comunicazione>> fra tutti gli abitanti del Pianeta, partendo dalla creazione, dovunque, di <<Centri Civico-Culturali>>; la cui attività, che dovrà privilegiare soprattutto l’incontro e il dialogo, sarà senz’altro fondamentale per sviluppare una comune cultura e coscienza civica, che dovrà poi venire diffusa non solo a livello locale, ma, attraverso un graduale processo di unificazione e di fusione, e con l’aiuto del linguaggio informatico, anche a livello generale. In questo modo noi, forse fin troppo ostinatamente fiduciosi nelle capacità dell’intelletto umano, speriamo che possa terminalmente arrivare a realizzarsi quella universale Koinè che sola potrebbe essere il fondamento di un Welfare ottimale a livello Globale.

13/04/2019

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Nella Provincia di Reggio Emilia nasce la “Comunità dei Centri Civico-Culturali”.

Nella Provincia di Reggio Emilia stanno nascendo tanti <<Centri Civico-Culturali>> espressione ovviamente d’interessi particolari, ma ad un tempo, naturalmente, anche universali; di questo almeno sono convinti i Cittadini che ne fanno parte. Perciò essi hanno deciso di riunirsi in un’Associazione che mira a superare ogni individualismo, particolarismo, isolamento, nella convinzione di poter arrivare, e solo in questo modo, attraverso un graduale generale sviluppo di una comune cultura e coscienza civica e infine la creazione di una Koinè universale, arrivare ad instaurare una armoniosa convivenza fra tutti gli abitanti del Pianeta, e così forse il Welfare ottimale a livello globale.
A questo scopo è stato creato un Comitato incaricato di dare vita ad un’Associazione che chiameremo <Comunità dei Centri Civico-Culturali>, alias <<Community of Cultural-Civic Centers>> del globo (per lo sviluppo della Democrazia e terminalmente la realizzazione del welfare ottimale per tutta l’Umanità nel Mondo intero).
Essa sarà contraddistinta dalla sigla CCCCW, e dal seguente logo:

Se una simile meta può sembrare troppo difficile da raggiungere, o persino impossibile, noi invece siamo convinti del contrario; pensiamo infatti che, se è vero che l’uomo è << l’animale sociale per antonomasia>> e se non ha perso ancora del tutto <<il ben dell’intelletto>> (vedere però in proposito le apprensioni di Vittorino Andreoli, su << Homo stupidus stupidus! >>), pensiamo che sia destino ineluttabile che alla fine tutti i componenti del genere umano arrivino ad instaurare un’ armoniosa convivenza fra loro, essendo questa una vera e propria legge di natura (umana appunto).
Certo l’impresa non sarà facile, né immediato il suo compimento; ma, come è stato detto, <<per aspera ad astra>>!
Noi comunque proveremo ad avviarla, fiduciosi di contribuire a fare qualcosa di positivo (e per questo forse di meritorio): ma come?

13/04/2019

Il Comitato Promotore CCCCW

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